dal 2108 al 2020: tre anni per fare sistema

 

"Sistema territorio " : progetto triennale (ambizioso) di Ecomuseo del Botticino  perchè è difficile uscire dal "particulare" per entrare nella logica di collaborazione.

 

Ecomuseo tenta... tenta di creare la logica del sistema:  tre anni di tempo dal 2018 al 2020.

 

Come? Si inizia commemorando la Grande Guerra (cercando la collaborazione delle associazioni locali) e  si termina con una fiera delle produzioni e tipicità locali (coinvolgimento della attività produttive locali).

 

 

 

 

 

 

Sistema territorio

dalla logica dell’enclave al territorio come sistema di relazioni

 

 

 

 

 

 

Progetto a cura di: Marco Luppis

 

Coordinatore Ecomuseo del Botticino e Progetto: Maurizio Bettinzoli

 

Promotore del Progetto: Consiglio direttivo Ecomuseo del Botticino 2017/2020

Clara Benedetti, Charlotte Elise Berg, Maria Teresa Cavalleri, Alberto Franzoni, Marco Luppis,  Floriano Massardi, Alvaro Nicolini, Barbara Padovani, Nicoletta Senco

 

Referente Scientifico: Elena dell’Agnese

 

Collaborazione scientifica

Alberto Franzoni, Andrea Zirulia, GioPietro Biemmi, Silvia Barbieri , Maurizio Bettinzoli, Franco Liloni,  Marco Luppis, Nicoletta Senco

 

Realizzazione grafica: Federico Tumminello

 

Segreteria organizzativa: Valentina Sabatino

 

Con la partecipazione degli assessorati alla cultura di

 

Botticino

 

Nuvolento

 

Paitone

 

Prevalle

 

Rezzato

 

Serle

 

Vallio Terme

 

 

 

 

Introduzione

 

 

Regione Lombardia ha 10 siti Unesco materiali (due sono in provincia di Brescia) ed 1 immateriale e il settore cultura, in Lombardia,  produce valore aggiunto per 23,4 miliardi con 345 .000 addetti.

Il binomio cultura e turismo, sempre in Lombardia,  incide per il 47% della spesa turistica.

Numeri insospettati per una regione  che ci si immagina sia rilevante solo per le industrie e il lavoro.

 

Uno degli strumenti attivati da Regione Lombardia per creare cultura e turismo sul territorio è costituito dagli  ecomusei. Un ecomuseo fa riferimento alla possibilità, da parte dei cittadini di prendersi cura del contesto in cui vivono e del proprio patrimonio culturale. Si tratta dunque di uno strumento che può aiutare a costruire un sistema di relazioni, ossia di entrare in una logica territoriale.

 

Il Territorio, parola sulla bocca di tutti (a volte a sproposito),   non è un contenitore neutro su cui si svolgono gli eventi, e non è neppure “il posto dove abita la gente” ma  è il prodotto delle dinamiche che si svolgono continuamente tra lo spazio e chi lo abita ed è il  frutto di processi co-evolutivi di lunga durata fra civilizzazioni antropiche e ambiente.  E’ un immane deposito stratificato di sedimenti materiali e cognitivi  “‘oggettivato in paesaggi, culture e saperi”  (A. Magnaghi, 2012, p. 16) ed è un un “soggetto vivente ad alta complessità” (A. Magnaghi  2000, p. 86)

 

Hugues de Varine, padre degli ecomusei dice che:  “un ecomuseo è qualcosa che rappresenta ciò che un territorio è, e ciò che sono i suoi abitanti, a partire dalla cultura viva delle persone, dal loro ambiente, da ciò che hanno ereditato dal passato, da quello che amano e che desiderano mostrare ai loro ospiti e trasmettere ai loro figli. Un tal processo si costruisce gradatamente, con alti e bassi.”

 

 

 

Anche se non sempre le soddisfa appieno, nelle sue potenzialità l’ecomuseo è uno strumento importante e necessario  per costruire la sostenibilità territoriale: può costruire una logica di network e sperimentare modelli di sviluppo partecipativi, coordinare le relazioni fra attori differenti e, soprattutto, aumentare la conoscenza

 

La funzione e il compito di un ecomuseo è costruire nuove relazioni fra i diversi componenti della comunità, ossia fra gli attori locali (i residenti, gli amministratori locali, gli imprenditori), e della comunità con l’esterno  attraendo visitatori  all’interno di un contesto che non è solo uno scenario, o un insieme di edifici riedificati, ma torna ad essere un territorio, ossia un sistema di reti che funziona (dell’Agnese, 2017).

 

La logica dell’enclave (l’enclave è in una condizione di dipendenza economica da un’altra realtà regionale, ma non ne fa parte, ma non fa neppure parte del contesto in cui si trova) affinché il turismo, proveniente dal lavoro fatto, faccia da volano allo sviluppo locale , ossia alla costruzione di un sistema di rete fra imprenditori, residenti, turisti, attivisti, che permettano al territorio di funzionare, deve essere superata.

 

 

 

 Elena Dell’Agnese

ordinario di geografia Università Milano Bicocca

referente scientifica Ecomuseo del Botticino

 

 

 

 

Sistema Territorio: Progetto  poliennale

2018/2020

 

 

Abstract:

Se il borgo può essere considerato uno “scrigno” di “opportunità turistiche”, scrive il Rapporto di Lega Ambiente (Polci e Gambassi, 2016): “È dunque necessario valorizzare le grandi specificità di questi scrigni di qualità culturale, enogastronomica e di loisir.”. Come? Attraverso una organizzazione collaborativa poliennale tra studenti, docenti, genitori, amministrazioni, associazioni ed anche attività economiche creando eventi che attraggano visitatori  (di prossimità e non) che percorrano  uno degli itinerari turistici di Ecomuseo del Botticino.

 

 

Finalità:

Il progetto mira a valorizzare le specificità locali e  fare sistema (proseguendo il progetto poliennale “la Cultura ci alimenta” intrapreso per fare senso di Luogo e territorio e promuovere specificità culturali e turistiche) creando, sinergicamente, opportunità di lavoro (sostenibile) in ambito culturale e turistico.

 

 

Azioni:

Le azioni saranno in continuità  e approfondimento di quanto fatto (2014/17 – Progetto “la Cultura ci alimenta”) per  la  creazione di un prodotto culturale attraente per permettere a chi si avvicina a Ecomuseo del Botticino , posto che si è attratti da quanto già si conosce,  di visitare i beni culturali materiali e immateriali di ecomuseo.

 

 

 

 

 

 

 

Nello specifico

  • creazione di un applicazione per smartphone in cui vengano descritti e tracciati il sentiero del carso bresciano, gli itinerari ciclistici, le piste ciclabili, ed i beni culturali che già sono stati oggetto di cartellonistica e studio.
  • Una attività culturale ogni anno (2018/2019/2020) che racconti un itinerario immateriale
  • Servizi educativi rivolti alle scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie di 1° grado
  • Implementazione dei Musei del territorio (Botticino Museo del Marmo botticino e Prevalle) Museo della Civiltà contadina)
  • Diffusione delle attività svolte dalle associazioni operanti sul territorio
  • Gadget pubblicitari territoriali
  • Stampa materiale pubblicitario
  • Un mercato del natale con aziende ed associazioni del territorio

Gala di fine anno a consuntivo del lavoro fatto e presentazione delle attività dell’anno successivo col fine di coinvolgere la popolazione.